esaltabimbo/1

esaltabimbo

Questo simpatico oggetto potrebbe, all’occhio meno smaliziato, apparire come un’innocua macchina fotografica cinese. Invece è un precisissimo affettamaroni svizzero, in grado di realizzare succulenti e duraturi carpacci. Esso è dotato di 5 bottoni. Partendo dall’alto:
1) tasto flash: un anabbagliante di una Volvo con uno schiocco a mo’ di frustata.
2) tasto SpaccaMaroniUno: vocina che dice "let’s take a picture" con accento cinese.
3) tasto SpaccaMaroniDue: vocina che dice "look at the birdy" con accento estone.
4) tasto HeavyMetal: pigiandolo parte una versione range di 30 secondi di "Bombtrack", a tutto volume.
5) tasto Stronzaroid: toccando lo smile esce il carrellino al quale abbiamo applicato una foto di Attila in posa bucolica.

ah, dimenticavo, grazie Tambu e Estrellita per aver incluso nella confezione un boccettino di novalgina.

lo sciguèlo fantasma

sono solo in casa da tre ore a spremermi dalla zucca qualcosa che vorrei scrivere, ma non mi esce mai con le parole giuste.
e come mai?
perchè sono FOTTUTAMENTE DECONCENTRATO…
nel silenzio assoluto della quiete pedonale oreginese, stanotte abbiamo un simpatico hacker:
ogni pochi secondi, uno sciguèlo si anima di vita propria e cinguetta dal fondo di uno dei tre megacestoni IKEA, popolati da una multiforme varietà di giochini, tendenzialmente modellini di moto mezzi sminchiati da proverbiali servizi alla Edberg (contro i mobili della cucina) o colonie di altri sciguèli molesti che viaggiano in autoexec.
anche Silvano, essere scafato a tutto e per la verità anche piuttosto malaticcio, dopo un po’ si rompe i coglioni e sgomma in giardino, dove si sta a poco a poco scatenando il tornado Carmine e ci sono raffiche a 130.
ma io rimango dentro.
io e lo sciguèlo bastardo, tete à tete.
cip-ciiiu – cip ciiiu – cip ciiiu
u belin c’u te strangùe!
c’è un unico modo per non dare di matto: prenderli uno ad uno, strizzarli per bene e gridare:
"SEI STATO TU, BASTARDO???"
per poi riporre il tutto nel cesto e, proprio mentre stai varcando la soglia della zona notte udire:
firulì firulì – ziiin ziriziiin – gniiiiuuu gniiiuuuu

e ritornare indietro, bestemmiando.

den segnù entertainment

sala distributori automatici bevande/vivande.
è un grosso vano a pianta esagonale, colorato in tonalità salmone.
la porta d’ingresso è enorme, tipo autorimessa, anzi, più precisamente, sembra un portale di chiesa sconsacrata. il soffitto è voltato a vela, con unghie insistenti su ogni lato, un pochino inquietante, se vogliamo. molto romanico.
dal lato opposto rispetto all’ingresso fa bella mostra un distributore di vivande enorme, grande quanto un armadio a 4 ante. i rimanenti quattro lati recano panche a listelli, identiche a quelle che esistevano, fino a qualche anno fa, nelle stazioncine secondarie.
su di una ci sono Biondo e Baciolemani che discutono di computer. sull’altra è assopito Buttiglione, che oggi stranamente è rasato quasi a zero e ha pochissimi capelli.
lo osservo sonnecchiare con un’espressione satolla e rubiconda e ricordo di averlo visto una settimana fa, aveva ancora i capelli ed era anche dieci chili più magro.
ad un tratto si sente un rumore sordo e , pochi istanti dopo, entra Tiberio in retromarcia, con una vecchia Volvo 240 Polar.
mi invita a salire: dentro è tutto rivestito di pelle beige ed i sedili appaiono comodi e ampi.
"sitto, oua se dorme" mi dice, pigiando un bottone: i sedili si reclinano e lungo i finestrini scendono veneziane elettriche tipo quelle degli Eurostar.
un istante più tardi arrivano due sue amiche a trovarlo.
la prima ha iridi differenti, una azzurra e una viola. ha i capelli a caschetto rosso fuoco con ciuffi biondo Marylin.
parla velocissimo, quattromila nozioni inutili al minuto. la stoppo e le dico: "sei riuscita nella difficile impresa di frastornarmi, vattene"
la sua amica, invece, è mora e ha capelli lunghissimi. un tipo alla Morrisette, per intenderci.
torna Tiberio e fa: "oua se beccia". spingendo una levetta, alza una paratìa di cristallo fumè che divide la Volvo in due comodi salottini. nel mio c’è la moretta. ci avviciniamo in atteggiamento limonatorio e….
GNIIIIIK – SBAMSBAMSBAMSBAMSBA’
Barone entra nella saletta repentinamente.
"cazzo fai qui, dai, mi hai rovinato il momento magico" 
penso, ridestandomi:

mi ero assopito con la barretta di wafer radioattivo in mano, stravaccato di fianco al distributore.

regolamentarla!!! prima dei SUV.

fringuello-cartuccia

(versi scritti nel 1997, cambiato poco)

…bestia
legata ai piedi
sanguina

a testa in giù, mentre vai
fiero del tuo carniere
oltre il mio
sempre troppo rosso
orizzonte…

 

sono contrario al “ripopolamento” come si fa da noi…

mi ucciderei piuttosto che sacrificare al mio dio malato piccoli rimbambiti uccelli allevati in voliera: non camperebbero che pochi giorni, d’accordo, perché sono inadatti alla vita brada… guardaguarda… vedo già la Volpe e la Faina che si fregano le zampe pregustando lauti pasti…

che culo che ci sia qualcuno a dare loro il colpo di grazia, come al cavallo azzoppato di John Wayne (soffriva, poverino… bang!)

ma anche gli stanziali e i migratori non se la passano certo meglio…

ci sono sempre meno pernici, tordi, beccacce… poi un giorno non ce ne saranno più e noi diremo:

”o belìn, si sono estinti… e come mai?”

basterebbe fermare quelli che vanno a sparargli al passo, nascosti in piccole baracche di frasche… povere bestie che l’istinto spinge a svernare lontano… da questo nostro “Iraq animale”

o forse non basterebbe, ma sarebbe già qualcosa.

 

questo requiem è per loro.
noi avremo sempre da imparare, da loro.

(foto: lacveneto.it – GRAZIE!)

 

un tempo per tutto

scozia2

c’è un tempo per tutto:
uno per correre, uno per stare fermo ad aspettare
uno per scoprire, un altro per guardare gli altri girare intorno
sfumature impercettibili…. sequenze di particolari a cascata…
uno per spaccarsi la schiena, uno per restare semplicemente ad osservare la scena da un punto distante e protetto
e c’è un tempo per lanciarsi a fionda, senza paracadute ed un altro per rimanere imbrigliato alle sottili funi, invisibili ed indivisibili, dei ricordi
uno per divorare il giorno ed un altro per trascorrerlo in modo soffice e consueto
uno per le vette ed uno per i baratri,
uno per il coraggio da leoni, uno per il timore d’aver sbagliato…
uno per i pensieri nobili e luminosi ed uno per la pura sussistenza emotiva
e ancora c’è un tempo per far mangiare la polvere ed un altro per seguire docili una linea già tracciata
uno per spaccare tutto ed uno per giustapporre i tasselli , metodicamente, sotto la lampada
uno per prorompere dal buio, sentirsi gonfio di colori ed un altro per rimanere grigio, sfuocato, ai margini della scena
uno per essere al centro delle attenzioni, uno per essere soltanto di contorno
uno per vivere, un altro per lasciarsi vivere
(per tutto c’è un tempo)

scozia 1

e ognuno chiuso nella propria casa, strizzata ai lati da altre, uguali e differenti
stipate nei limiti variabili del proprio quartiere
vento a percorrere, calma piatta da inspirare nei polmoni
pioggia che entra negli occhi, poi un sole enorme ad illuminare la strada fradicia
solo un pugno di minuti oltre.

 

[foto by Feldmaresciallo/La_Manu, scotland; on air ( ), Sigur Ròs]

I know it’s over (libera traduzione)

"Madre, sento la terra cadermi sulla testa

mentre mi arrampico in un letto vuoto

bene, ho detto abbastanza

so che è finita, ma mi ci aggrappo ancora

non saprei dove altro andare

Madre, sento la terra cadermi sulla testa

guarda, il mare vuole rapirmi

il coltello vuole tagliarmi

pensi di potermi aiutare?

triste sposa velata, ti prego sii felice

generoso consorte, lasciale spazio

volgare, grossolano amante, trattala gentilmente

(sebbene lei abbia bisogno di te più di quanto ti ami)

e so che è finita, ma mi ci aggrappo ancora

non saprei dove altro andare

so che è finita

e non era mai davvero iniziata

anche se nel mio cuore era così reale

tu mi hai perfino parlato, e hai detto:
se sei così divertente

perché stai da solo stanotte?

e se sei così intelligente

perché stai da solo stanotte?

se sei così spassoso

perché stai da solo stanotte?

se sei così terribilmente attraente

perché stanotte dormi solo?

perché stanotte è come tutte le altre notti

è per questo che stanotte te ne stai solo

con i tuoi trionfi e il tuo fascino

mentre loro sono l’uno nelle braccia dell’altra…

è così facile ridere, così facile odiare

ci vuole forza per essere gentili e garbati

è così facile ridere, così facile odiare

ci vuole fegato per essere gentili e garbati

l’amore è spontaneo e reale

ma non per te, amore mio

non stanotte, amore mio

l’amore è spontaneo e reale

ma non per gente come te e me, amore mio

oh Madre, sento la terra cadermi sulla testa…"

 

(adoro quest’uomo, ma non diteglielo, potrebbe girarmi a pi greco mezzi…)

pessimismo & fastidio

"eliminiamo il lavoro precario" era uno dei motti del governo Prodi.
Qualcuno ha colto in pieno questo aspetto, affrontandolo alla radice: precari a casa!
D’altronde, ricattabili e sottopagati, facevano un po’ tristezza: leviamoli da patire.
Penso: sotto il regno del Nano Infame la mia era una famiglia bi-reddito.
Poi penso anche: era l’ora di tornare a sbattersi, gli anni agiati mi avevano imborghesito, allontanandomi dalla base.

grazie!

Last night I dreamt that somebody loved me

Last night I dreamt

That somebody loved me 

No hope but no harm

Just another false alarm

Last night I felt

Real arms around me

No hope, no harm

Just another false alarm

So, tell me how long

Before the last one? 

And tell me how long

Before the right one?

This story is old, I know

But it goes on

This story is old, I know

But it goes on

 

(morrissey)