Ogni età ha la sua bellezza e le sue prerogative.
Bisogna assecondarle e saper cogliere gli aspetti positivi, in ogni fase del nostro percorso.
Non venir meno rispetto alle nostre passioni. E io sono contenta.
Così parlò Zena.
….è così difficile scovar persone acute ed intelligenti, che siano anche contente. Ma tu guarda che culo….
….come se quella contentezza un po' inconsapevole appartenesse soltanto ad ignari androidi dal cervello ovattato….
….non è che a quelli come me manca la "contentezza consapevole"?? Belin, non sia mai, eh, occorre sviscerare, analizzare, rimediare….
E quindi vado a casa e mi chiedo: "sono contento, io?"
Cuocio la pasta mentre Attila urla "che fameee…" e mi chiedo: "sto costruendomi sopra, oppure ho smesso?"
Friggo le patate e mi chiedo "ho ottenuto ciò che volevo, per ogni singolo passo del mio percorso?"
Son già domande del belino queste, o no?
Da ggiovane sognavo un mondo più luminoso e caldo.
Un mondo in cui, se eri dalla parte giusta, prima o poi sbucavi con la testa fuori e ti conquistavi la possibilità di farti valere.
Quel mondo non è mai esistito.
O, se un tempo c'è stato, forse iniziava a sbriciolarsi, già allora.
Un'alta percentuale, tra quelli della mia generazione, è in preda ad una depressione folle.
A chi vira in sgomento, a chi in rabbia feroce.
Non hanno più voglia d'alcunché e darebbero volentieri testate ai muri, non fosse per il fatto che poi toccherebbe a loro stuccarli e rasarli ex novo.
E tutti son bravi a dirti: "fà i fatti tuoi, non guardare in giro…"
Tutti intenti al loro orticello, chi ci tiene le erbacce, chi ci pianta petunie e chi ci fa sopra una piantagione di maria.
E gli altri? chi sono gli altri? cos'è il cosmo? se x più uno uguale a 2, allora y cos'è?
Ecco, forse è questo il punto, davvero. Qualcuno ci ha fregati. Ci hanno mangiato le aspettative, sostituendole con falsi concetti.
Poi ci han tolto il futuro e i diritti, uno ad uno. O ce li siam fatti togliere. O ci siamo sparati in un piede da soli. ecco, questo calza di più.
E l'unico piede rimasto si è sbriciolato la fava a forza di saltellare.
Fin da ragazzo ho cercato di coltivare il rapporto con quelle poche persone per le quali provavo affinità. Le altre, levandomele a poco a poco dal belino. Quando sono tra la mia gente, sto a mille.
Vado a casa e dico. "belin, sono contento"
Quando vago attorno per campi minati, la desolazione mi fa da propellente alla zona scrotale. Vado a casa e il Feldmaresciallo mi dice "A te mica ti si può parlare."
Ad ogni fase, la sua marocca. Ad ogni età il suo campo minato.
Corrono i miei anni, vanno sotto gli occhi: se mi guardi vedi.