Era forse dai tempi del Vanilla.
Te lo facevano nerboruti giovinastri nerovestiti, quando tu dovevi uscire e poi, dopo un certo periodo, rientrare. Chesso’, limonare con una fanciulla lontano dal clamore, oppure girarti uno stuozzo, sempre lontano dal clamore. O, anche, fuggire da qualcuno cui dovevi cinquanta sacchi….
Si poteva ancora fumare, ovviamente sostanze lecite, nei locali. Anzi, nei posti “giusti” dei vicoli potevi fumare qualsiasi cosa, anche la zia Beppa, se riuscivi a sbriciolarla… poi ci voleva una doccia alle 5 di mattina, con la bolla al naso, per detergere la nicotina depositatasi sull’epidermide e nei capelli. Non avrei chiuso occhio (io all’epoca moderato fumatore) conciato come un posacenere.
E Silvio?
(lui ricorrerà d’ora in poi in ogni mio post, fino a quando questo blog si autodistruggerà.)
Allora…. Silvio era ancora soltanto un ricco imprenditore amico di Craxi, però c’era già in giro la crapa pelata di Galliani.
Balotelli era nel girello, ma già superava il metro e cinquanta. Vettel era all’asilo in qualche luogo dell’Assia, Haga frequentava le scuole medie a Nagoya e mio zio Pino le bettole di Cornigliano.
Avevo una Vespa Primavera che partiva in discesa sbattendoci dentro la terza, cosa molto agevole a Genova, dove non c’è un metro di terreno pianeggiante: a Voghera mi sarei rotto le balle di spingerla.
D’altronde la Triumph non aveva ancora ripreso la produzione e i piu’ fighi scorrazzavano in sella a Dominator ed Africa Twin, rombanti enduro dalle plastiche vivaci, oggi pezzi da museo.
Ci si metteva ancora il dito nel naso ai semafori, da cio’ deduco che uozzap non era ancora stato inventato.
Forse era ancor vivo Pietro Nenni, ma dovro’ documentarmi su Wiki.
(no, non era, decedette nell’80 n.d.r)
Comunque oggi al posto del Vanilla c’e un supermarket, i Pink Floyd non suonano più ed il vizio del timbro evidentemente persiste…
